La Puazza
Nella parete a fianco dello splendido prospetto in cotto del palazzo estense, a quattro cinque metri di altezza c'è murato un bassorilievo muliebre. Un mezzobusto, alto un metro e largo la metà, in marmo bianco. Non ha braccia né collo, e il volto è largo, pacioso, senza ombre, percorso da un sorriso enigmatico e un po' beffardo. La statua murata, sarebbe di origine fenicia ed è stata ribattezzata dai lendinaresi “puazza” che in dialetto significa bambola. Vuole la credenza sette-ottocentesca che il busto marmoreo fosse un simulacro della divinità orientale e che il tempio dei francescani lendinaresi fosse sorto su un edificio a lei intitolato ma non ci sono documenti a suffragare questo accostamento popolare. La Puazza rimane tuttora un mistero locale.
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